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Visita pastorale

Visita pastorale di S.E. l’Arcivescovo Metropolita di Sassari nelle Parrocchie di Osilo, Santa Vittoria e San Lorenzo da domenica 06 a  sabato  12 dicembre 2009.

Visita pastorale di S.E. l’Arcivescovo Metropolita di Sassari nelle Parrocchie di Osilo, Santa Vittoria e San Lorenzo da domenica 06 a  sabato  12 dicembre 2009.
Che meraviglia avere avuto S.E. l’Arcivescovo Mons. Paolo Atzei in mezzo a noi, per oltre una settimana da domenica 06 festa di San Nicola (patrono di Sassari) a domenica 13 dicembre 2009 festa di Santa Lucia (protettrice dei non vedenti). A Osilo e dintorni, la presenza di Padre Paolo è stata un crescendo di emozioni, di incontri, di avvenimenti all’insegna del dono, dell’accoglienza reciproca e della fede in Cristo. In otto giorni Mons. Atzei ha animato tutta la comunità ecclesiale e civile di Osilo, di Santa Vittoria e di San Lorenzo, lasciando un segno indelebile di affetto e amicizia che Dio solo sa quanto fruttificherà nelle opere di bene e di carità. La sua personale testimonianza in Cristo Redentore che viene da noi per salvare, e non per giudicare o, peggio ancora, per condannare, si è materializzata attraverso il suo carisma e la sua innata capacità di comunicare l’Amore di Dio al suo prossimo più prossimo. E quando parliamo di prossimo più prossimo, ci riferiamo ai malati, ai poveri, agli affamati e agli assetati di giustizia. Ed ecco che nei suoi incontri, non solo a Osilo, ma soprattutto nelle frazioni lontane, quali Santa Vittoria e San Lorenzo si è ritrovato insieme con vecchi amici che non vedeva ormai da anni. Ed è stata una vera e propria rimpatriata, una festa della memoria. Quegli scambi di battute gioviali erano la sintesi del messaggio evangelico, dove le frasi in sardo sgorgavano dal profondo del cuore. Osilo, Santa Vittoria, San Lorenzo, con le loro case, le vie acciottolate, le piazze lastricate, i bar, i negozi, ma prima ancora dei luoghi, la sua gente, laboriosa, amante della pace e della concordia, capace di saper amare, parlava in lungo e in largo del suo amato e benvoluto Arcivescovo, Padre Paolo.
Tra una funzione sacra e l’altra, tra i vari incontri che si svolgevano, ora in Parrocchia, ora nella stazione dei Carabinieri, poi nel Municipio, a scuola, poi ancora nelle case degli infermi, traspariva chiara l’affabilità, la disponibilità, la forte carica umana di Padre Paolo con sorrisi, sguardi intensi e frasi che volevano soddisfare i bisogni di tutti gli osilesi praticanti e non praticanti, possidenti e non possidenti. In questi bellissimi otto giorni, nei gesti e nelle parole di S.E. l’Arcivescovo Mons. Paolo Atzei si coglieva la capacità di sapersi adattare ai suoi interlocutori, anticipando le attese e cogliendo con spirito profetico e apostolico i quesiti e le osservazioni postigli, argomentando su di essi con la benevolenza paterna, ricca di generosi consigli e di saggi avvertimenti, facendo riferimento spesso a brani biblici o a espressioni di personaggi illustri della Chiesa Cattolica, sintetizzando e traendo le giuste e lungimiranti considerazioni, prendendo spunto dagli interventi che avevano caratterizzato la riunione.
Citando, Chiara Lubich, la Responsabile dei Focolarini, dichiarava: “Meglio l’imperfetto insieme che il più che perfetto da soli”. Altre locuzioni dell’Arcivescovo che hanno contrassegnato la sua visita a Osilo, sono state: “Tutta la comunità è corresponsabile di uno stile di vita che deve cambiare. Il bene comune va ricercato. La fede è un terribile presente. Non possiamo pensare al passato come un esempio statico. I cristiani vivono di Grazia”.
Dicevamo all’inizio, la visita di S.E. l’Arcivescovo Metropolita di Sassari è stata un crescendo, una sinfonia di emozioni che lasciano il segno poiché, in questi otto giorni, troppe cose importanti sono accadute. Questa è la prima visita pastorale a Osilo da parte dell’Arcivescovo Atzei. Essa è ricaduta in occasione dell’08 dicembre che è la festa della patrona di Osilo, l’Immacolata Concezione. I protagonisti della celebrazione della festa della Madre di Dio sono stati tutti i bambini battezzati nel 2009 con le loro rispettive famiglie e i loro padrini. I bimbi, i tanto agognati bimbi, che sono la nostra speranza e il nostro futuro. Infatti, uno dei problemi più seri e  preoccupanti di Osilo è la denatalità e, il conseguente, spopolamento. Durante la celebrazione della Santa Messa dell’08 dicembre, il pianto dolce e umanissimo dei piccoli si alternava e si mischiava col suono melodioso dell’organo e col canto dei bravi coristi. L’arcivescovo improntava la sua omelia sui fanciulli, i quali li affidava allo sguardo e all’abbraccio protettore della Vergine Maria. Ricordava a tutti che la vita è un duro sacrificio. L’amore tra le pareti domestiche passa attraverso il cambio del pannolino, la preparazione e la somministrazione della pappetta. I pargoli vanno educati, combattendo il male, parlando loro del bene. Per i credenti osilesi, il più grande patrimonio è il dono della fede che va incentivato e saputo trasmettere agli altri con spirito di servizio. Non vogliamo e non possiamo fare a meno di Dio, il quale non ci farà mancare mai la provvidenza. Tutti questi insegnamenti venivano comunicati ai numerosi fedeli, (fra cui molti senza posto a sedere,) non solo con il timbro di voce soave e autorevole, ma anche attraverso l’uso delle mani e delle braccia che facilitavano la comprensione del messaggio evangelico, in particolar modo, fra coloro che non sono abituati a leggere e a scrivere. Dopo la celebrazione Eucaristica, tutti i partecipanti alla Santa Messa sono stati invitati nel salone parrocchiale, dove il Parroco Don Antonio Cuccureddu col comitato parrocchiale hanno offerto un rinfresco tipicamente osilese a base di salsicce, formaggio, spianate, dolciumi e bevande. E’ stata un’ulteriore occasione per scambiare quattro chiacchiere con i propri amici compaesani in presenza di Padre Paolo, brindando alla patrona di Osilo. In questa “ottaviana” (sette giorni più uno), l’altare maggiore è stato addobbato con l’eleganza e la sobrietà dei fiori “anthurium”, esaltando e rendendo più bella e preziosa la statua lignea dell’Immacolata Concezione, realizzata nel 1678, che oggi, (ci rivolgiamo a chi si occupa della salvaguardia dei beni artistici e culturali,) avrebbe bisogno di un restauro urgente.
Forse per una comunità di 3.700 anime circa, sette giorni di presenza dell’Arcivescovo sarebbero potuti sembrare troppi, e invece, Mons. Atzei ha prorogato la sua permanenza a Osilo di un giorno, celebrando anche la Santa Messa della festa di Santa Lucia il 13 dicembre. Brevemente, nel rispetto della cronaca e dei fatti, riportiamo, i pensieri dell’Arcivescovo durante le riunioni e la Santa Messa di sabato 12 dicembre 2009 che ha visto anche la benedizione e l’apertura al culto della Chiesa della Beata Vergine Maria del Rosario dopo 30 anni. Tutti questi gruppi e tutte queste iniziative che ruotano e hanno come riferimento il Parroco Don Antonio Cuccureddu che sa accogliere tutti con slancio e grande disponibilità, confermano l’originalità e la peculiarità di Osilo. Le attività dei gruppi e dei comitati fanno rivivere la memoria storica del paese perché rielaborano, tramandano e perpetuano la fede cristiana. Osilo, famoso non solo per “La Collegiata”, che per circa 150 anni ha animato la vita religiosa, civile ed economica del centro del Tuffudesu, ma anche per l’opera dei suoi missionari, quali: Padre Piero Manca; i Padri: Francesco, Pietro e Paolino Campus; Suor Marcella; Suor Gaspa e tanti altri che hanno fatto parlare di Osilo in termini di cattolicesimo autentico.
Analiticamente, ricordando le peculiari attività di ogni gruppo, quasi a voler nominare, nome per nome tutti coloro che in questi lunghi anni, hanno dedicato tempo, energie e intelligenze, il responsabile della Arcidiocesi turritana ha detto: “Il gruppo della Beata Vergine del Rosario, con la riapertura al culto della sua Chiesa omonima, deve dare impulso alla devozione nei confronti di Maria, madre degli afflitti e della Chiesa. Non stancatevi mai di pregare e di recitare il Rosario in Chiesa e nelle vostre abitazioni. Chi prega, spera e ama. Il programma pastorale dell’Azione Cattolica è vecchio di 150 anni, ma è, ancora oggi, di grande attualità. Il CIF si occupa della condizione della donna al fine di esaltarne quelle virtù e qualità, tipicamente femminili, al servizio della famiglia e di tutta la comunità civile. Il Laboratorio Missionario è riconducibile all’esperienza dei primi missionari osilesi che sono partiti in terre remote con le mani rivolte verso il cielo, predicando e diffondendo la Buona Novella. Il Gruppo Famiglia è la sintesi di famiglia di famiglie. Ogni coppia è corresponsabile dell’anima dell’altro. Tutti i coniugi devono dirsi reciprocamente: <<Io sono per te strumento di salvezza>>. Il Volontariato vincenziano è sempre stato attento ai bisogni dei meno abbienti, destinando le loro offerte ai diretti interessati con l’acquisto di quello che realmente gli serve. Le Istituzioni Paoline sono il segno tangibile in cui la fede si trasmette attraverso le comunicazioni sociali, fra cui la stampa. Il Gruppo delle 27 catechiste è paragonabile alle tessere di un mosaico ad incastro, che evangelizza la comunità a partire dai bambini e dalle loro famiglie, servendosi del metodo della catechesi di tipo catecumenale. Dovete perseverare nel vostro impegno poiché l’evangelizzazione passa attraverso il racconto e l’interiorizzazione della vita di Gesù. I ragazzi devono frequentare la Chiesa anche nei mesi estivi e durante le vacanze natalizie. I Sacramenti vanno dati per la vita e va spiegato l’alto valore e significato di ognuno di essi. Il Gruppo di sostegno a Suor Marcella impegnata in Brasile nel formare parecchi giovani provenienti da situazioni di disagio, rappresenta il segno visibile e concreto della capacità di solidarietà da parte degli osilesi. La confraternita di Santa Croce è basilare per la drammatizzazione del venerdì Santo e dei momenti toccanti della Settimana Santa. Le scene della Passione e della morte di Cristo toccano le fibre più recondite del cuore. Dinanzi all’esperienza della flagellazione e dell’incoronazione di spine, ho visto piangere grandi e piccoli. Il ricordo dei patimenti e delle sofferenze del Cristo per la salvezza di tutti noi, non ci deve far vergognare di commuoverci.”
Poi sono stati menzionati le altre associazioni e comitati, quali: l’Acli, che educa alla cittadinanza attiva, aiutando e sostenendo quanti si trovano a rischio di esclusione sociale; il Cagliari Club con i suoi 50 tesserati; il Malaspina è la polisportiva calcistica locale; la Coldiretti, di vitale importanza, perché Osilo è un centro a forte vocazione agro-pastorale; il Gruppo cinema-teatro osilese che sta riscuotendo grandi successi; il Team Osilo corse per gli appassionati delle automobili da competizione; i comitati: “Babbu Eternu”; Santa Lucia; San Giovanni; Sant’Antonio; Santa Maria degli Angeli; San Sebastiano; Madonna di Bonaria; Santa Vittoria; San Lorenzo; l’AVIS, il cui numero di donatori di sangue sta aumentando a beneficio di chi ha bisogno di trasfusioni. “Ogosilo”, la rivista gratuita che avrebbe bisogno di una riorganizzazione e di essere riproposta con più assiduità e metodicità.
E come in uno spettacolo di giochi pirotecnici, i botti più sonori, resi tali, dalla rapidità delle sequenze, sono stati riservati alle conclusioni. Egli, con garbo e pacatezza, ha predicato:
Gesù Cristo è il passato, presente e futuro perché è venuto, viene e verrà. I cristiani sono consapevoli di essere minoranza in un contesto storico, sociale in cui si deve avere e consumare tutto subito. Sia i consacrati che i laici, devono essere liberi da ogni condizionamento e capaci di amare e servire il prossimo con generosità e disinteressamento. Nella società civile tanti sono i problemi. L’attenzione, per affrontare e risolvere i problemi reali, deve essere quella di mettere al centro i bisogni della persona. La povertà più grande non è la mancanza di beni materiali, ma la solitudine, l’impossibilità di stabilire rapporti con altre persone e con i rappresentanti delle istituzioni civili. A tutti i cristiani viene richiesta la pazienza del contadino che dopo aver seminato, attende i frutti della terra. Non dimenticate mai di essere: uno in Cristo! La gioia deve essere sempre la condizione dei battezzati, al fine di ricavarne la forza per superare la prova. Bisogna attendere con speranza il futuro. Bisogna continuare a impegnarsi con assiduità e passione. La storia è nelle mani di Dio!”
Infine, riportiamo integralmente e fedelmente, le parole dell’Arcivescovo:
Vi benedico, commosso e grato della vostra squisita accoglienza e simpatia. Il mondo ha bisogno di testimoni di Gesù Cristo. La preghiera di stasera dell’Arcivescovo è rivolta verso tutti gli osilesi praticanti e non praticanti, affinché Dio vi doni la fede, la luce e la conoscenza di Gesù Cristo. Grazie alle maestre e agli insegnanti della scuola, al sindaco, al consiglio comunale, ai carabinieri. Grazie ai giovani in costume presenti qui stasera, che sono stati tutto il tempo all’in piedi. Ho sempre ammirato il costume di Osilo. Grazie a Don Antonio Cuccureddu che col suo stile, la sua amabilità riesce a stabilire un rapporto privilegiato con tutti. Grazie anche alla collaborazione di Don Dino Pittalis e del mio Vicario Mons. Antonio Loriga. Dio benedica Osilo e tutti i suoi abitanti!”
A Osilo la presenza di Padre Paolo è stata vissuta come un evento di grazia che ha fatto palpitare i cuori dei tribolati e interrogare le menti dei semplici, perché le cose di Dio non sono rivelate ai sapienti e ai potenti ma ai puri. Rimane negli occhi e nei cuori dei devoti osilesi, la stima e l’affetto filiale nei confronti del loro Arcivescovo.

Antonio Arrigo




Da antonio arrigo, Mercoledì, 16 Dicembre 2009 22:55, Commenti(0)
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