Sabato 18 Nov 2017

LA NUOVA Domenica 16 gennaio 2005

LA NUOVA

Domenica 16 gennaio 2005

 
Storia e geografia nel sito di Osilo

Navigando su internet si scoprono località "e curiosità


Nomi antichi tra archeologia e aneddoti del paese

OSILO. Rinnovato nella grafica e nella strutturazione complessiva. Il sito di Osilo (www.osilo.it) si è arricchi­to  nell'ultimo periodo di un nuovo spazio, che completa il discorso iniziato qualche tempo fa con il "Viario" de­dicato ai nomi delle strade del paese. Si tratta delle "Località", un elenco completo e dettagliato - spesso con una breve spiegazione a fianco - dei nomi delle regioni, dei fiumi, dei nuraghi e di tutto ciò che emerge nel ter­ritorio di Osilo.

  

 

 

Dopo il "Viario" il sito del Comune si arricchisce delle "Località"

Un elenco ricavato dalle carte dell'lgm - spesso però corrette e integrate - che coni­prende ben 231 definizioni, e che costituisce un piccolo ar­chivia per conoscere regioni storiche. origini. curiosità, fi­nora affidate alla memoria dei più anziani.L'elenco è compilato secon­do un ordine rigorosamente alfabetico, ma per ciascun no­me. oltre alla traduzione o al­la spiegazione del significato, vengono fornite le coordinate delle carte dell'Igm, per cui ri­sulta facile per chiunque indi­viduare con precisione le zone in cui quelle località si tro­vano. E sono tante le piccole scoperte e le curiosità che, scorrendo l'elenco, si posso­no soddisfare. Quanti sapeva­no, ad esempio, che "Giagari" può derivare da "giagaru"(ca­ne da caccia), o che "Sa Pata­da" possa indicare, come per il comune di Pattada. un "luo­go eminente dal quale lo sguardo spazia in un ampio orizzonte"? Ci sono i nomi più facili, che per un sardo ri­sultano di comprensione im­mediata: Badde pedrosa' (Valle pietrosa,. "Bia'e car­ru' (Via del carro), "Campu’e parma" (Campo delle palme), "Iscala ruja" (Scala rossa), `Montiju'e sonnu" (collina del sonno). `Pala enistra" (Pendio delle ginestre), "Pe dras de fogu' (Pietre di fuo­co). "Sa pala'e sa fae" (il pen­dio delle fave), "Sa raighina" (la radice), "Su laccheddu" (il truogolo). E ci sono i nomi più astrusi, che neppure l'au­tore del lavoro (che non è firmato, ma che viene attribui­to, così come il "Viario", a Franco Manca, collaboratone anch'egli della Nuova) cerca di tradurre: "Birisone" (ma non potrebbe derivare da Ba­risone""). "Brenaghe", "Cal­varida". "Carocarza" (in altre zone della Sardegna da "Cor­rugare', trasportare col car­ro), "Crastivosu" "Fioranu", Lores' "Malida'. MonteOt­tòlu', `Peigone", "Solaru", "'Truvunittu". "Usedda". C'è poi l'ampio capitolo dedicato alle località che derivano il loro­ nome dalle chiese e dai santi in esse venerati, chiara testimonianza del grande ra­dicamento che la fede cristia­na ebbe in tutto il territorio. Sant'Antoni, una delle tre col­line del Tuffudesu, con in ci­ma la sua chiesetta; Sant'Ila­riu, Santa'Ittoria ('e sa rocca). Santa Caderina. Santa Giusta. Santu Chirigu, Santu Giuanne, Santo Giuanne'ez­zu, Santu Larentu (la frazio­ne di San Lorenzo sarebbe sorta sulle rovine della me­dioevale Gutoi, prendendo il nome del suo santo patrono, a seguito della costruzione dei mulini idraulici che sfruttavano le acque del rio omonimo affluente del Silis). Santu Marcu, Santu Pedru'e'ldri­ghinzos (a 400 metri da que­sta sorgente, che alimentò il primo acquedotto di Sorso, ci sarebbe stato un cenobio di benedettini e un borghetto detto Trecingle da cui Bidri­ghinzos), Santu Pedru e gios­so, Santu Pedru'e su littu, Santu Pedru'e Unnari. L’elenco si chiude con le località non citate nelle carte, ma stranote agli osilesi: Capur­ru, Fustesarvos, Giustinana, Laros Nughes, Nuzzu. Paliacciu,  S’acquedotto, S'Istevene. Sa Funtanedda, Salatu, Santu Martine, Su Legadu.

Mario Bonu


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