Giovedì 29 Giu 2017

Storia

Castello Malaspina

PREISTORIA: il territorio di Osilo è stato abitato intensamente in epoca preistorica. Lo testimonia la presenza di grotte con tracce umane, di domus de janas, di tombe di giganti e di una quarantina di nuraghi.

STORIA ANTICA: la Sardegna entra nella storia quando i sardi apprendono la scrittura dai fenici colonizzatori. Di origine fenicia sono i cartaginesi che vengono sconfitti dai romani e devono rinunciare al controllo dell’isola nel 238 a. C.. Nell’agro di Osilo sono state trovate monete e bronzi romani. Ci fu inoltre un insediamento romano detto Ad Herculem e un altro chiamato da Tolomeo Ericum o Ericon.

STORIA MEDIOEVALE: dopo la caduta di Roma nel 476 d. C. la Sardegna viene invasa dai vandali e poi conquistata da Bisanzio. Si sviluppano a questo punto i giudicati. L’attuale territorio comunale di Osilo fa parte del giudicato di Torres e prima è inserito nella curatoria di Romangia, poi nella curatoria di Montes.

Gli abitanti risiedono in piccoli centri sparsi e si costituisce la Iscolca di Ogosilo che comprende la borgata intorno alla chiesa di Santa Barbara oggi San Giovanni. Con il favore dei giudici si stabiliscono dopo il 1000 una comunità di benedettini a Tergu e una comunità di monache camaldolesi nella chiesa di Santa Maria Iscalas. L’esistenza del castello dei Malaspina è documentata per il 1272, lo stesso anno in cui muore Enzo di Svevia secondo marito di Adelasia. Il giudicato di Torres finisce al più tardi con l’uccisione di Michele Zanche qualche anno dopo. Sassari si regge a comune medioevale dal 1276 e nella guerra tra i Malaspina e i sassaresi vengono da questi ultimi incendiato il castello e devastato Ogosilo. Molti fuggiaschi si stabiliscono prima intorno alla chiesa di Babbu eternu e poi nel sito più soleggiato del Tuffudesu.
Nel 1297 il papa Bonifacio VIII investe del “regnum Sardiniae et Corsicae” la corona d’Aragona e presto i potenti Malaspina infeudano alla stessa corona i loro possessi sardi diventandone marchesi. I Malaspina non tardano però a ribellarsi e gli iberici saccheggiano il territorio di Osilo, assediano la rocca e distruggono il borgo. Il castello viene affidato a un castellano di nomina regia finché nel 1342/43 Giovanni Malaspina fa testamento in favore del re. Il borgo di Osilo, del tutto deserto nel 1354, viene poi ripopolato.
Si inasprisce intanto la guerra tra gli aragonesi e il giudicato d’Arborea. Il castello di Osilo viene espugnato da Mariano IV nel 1369, da Brancaleone Doria marito di Eleonora nel 1391 e da Guglielmo III visconte di Narbona e ultimo giudice d’Arborea. Quindi rientra definitivamente nei possessi della corona d’Aragona che lo infeuda nel 1421 a Bernardo di Centelles viceré e governatore generale del regno di Sardegna. Datano da allora il decadimento del castello e una lenta ma continua crescita demografica di Osilo.

STORIA MODERNA E CONTEMPORANEA: in seguito al matrimonio di Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia, nel 1479 la Sardegna diventa spagnola. La popolazione osilese cresce notevolmente a cominciare dalla seconda metà del ‘500 e supera, con le tre frazioni di Santa Vittoria, San Lorenzo e Tergu, le 6000 unità ai primi del ‘900 per diminuire nella seconda metà del secolo. Si è soprattutto pastori e agricoltori. Si confeziona in quei secoli il costume oggi detto tradizionale.

Dopo la guerra di successione spagnola, la Sardegna passa con il titolo regio all’Austria nel 1713 e ai Savoia nel 1720. Cessata l’avventura di Giovanni Maria Angioi nel 1796, don Giovanni Manca e il fratello Luigi di Osilo ricevono

Mesu Iradas

il cavalierato ereditario e la nobiltà per essersi segnalati nella “repressione del banditismo”. I banditi sono i partecipanti alle lotte antifeudali messi al bando.

Si parla di Baronia di Osilo da quando i Malaspina dopo il 1297 infeudarono i loro possedimenti sardi al re d’Aragona e ne erano baroni i duchi di Candia e conti d’Oliva quando lo Stato sabaudo riscattò tra il 1816 e il 1842 i vari feudi della Sardegna ponendo fine a tali istituzioni medioevali. Da allora Osilo è comune della provincia di Sassari con un sindaco e un consiglio.

Dal 1861 fa parte del regno d’Italia diventato repubblica nel 1946. Il suo territorio comunale coincideva quasi con l’antica curatoria di Montes prima che Tergu nel 1982 diventasse a sua volta comune autonomo. Nel XIX secolo a San Lorenzo si moltiplicano intanto i mulini idraulici per essere fermati nella seconda metà del XX.

Dopo essere stato un rettorato, Osilo diventò nel XVI secolo pievania della diocesi di Sassari e dal 1727 ospitò una collegiata. Dalla seconda metà dell’800 è parrocchia. Patrona è l’Immacolata Concezione. Nel territorio comunale ci sono o si ricordano più di trenta chiese. Periodicamente le frazioni di Santa Vittoria e di San Lorenzo hanno costituito un’unica parrocchia a sé.

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